Attacco di panico: definizione e cause

L’attacco di panico è un breve ma intenso episodio di ansia. Si tratta di un esperienza fortemente attivante al punto che chi lo ha sperimentato difficilmente lo dimentica e spesso il solo ricordo diventa causa di paura. In molti lo descrivono come un fulmine a ciel sereno, un evento del tutto inaspettato. L’imprevedibilità è un ulteriore variabile che contribuisce ad averne paura. In realtà, a fonte di un attacco di panico, è sempre possibile individuare un fattore scatenante anche se se spesso chi lo vive non ne è a conoscenza. L’emozione principale che viene sperimentata è dunque la paura. Una paura improvvisa, estrema, irrazionale ed apparentemente ingiustificata, accompagnata dalla sensazione di non sopravviverne e talvolta da vissuti di derealizzazione e depersonalizzazione. Le modificazione neurovegetative che l’accompagnano sono tra le più varie: tachicardia, capogiro, tremori, eccessiva sudorazione, dispnea, nausea ecc…

L’attacco di panico è un esperienza molto più comune di ciò che si pensa. Il limite tra normalità e patologia sta nella frequenza e nell’influenza che queste esperienze hanno sul benessere della persona. Molti per esempio, a causa della paura, iniziano ad evitare di uscire, andare a lavoro, frequentare certi luoghi o persone ecc… In casi come questi ciò che si sviluppa è una  patologia psichica chiamata “Disturbo di panico” che rientra nella più ampia classificazione dei “Disturbi d’ansia“. Le cause che possono generare uno o più attacchi di panico sono varie ma certamente, elevati livelli di stress, eventi di vita traumatici così come preoccupazioni e difficoltà personali o professionali  sono importanti fattori predisponenti. La psicoterapia rappresenta il principale strumento di intervento per fronteggiare al meglio i sintomi e dare un significato diverso al proprio vissuto.