Come cambia il cervello in seguito ad un trauma

Il trauma in generale è una lesione causata da un evento o agente esterno che produce delle modificazioni locali o generali.

Per trauma psichico invece si intende comunemente una “ferita dell’anima” che impatta negativamente sulla vita e il benessere della persona. Secondo B. VanDer Kolk, voce tra le più autorevoli sul tema, l’evento traumatico va inteso come un evento stressante dal quale l’individuo non può sottrarsi e che supera la sua capacità di resistenza. Non tutti gli eventi di vita difficili hanno una valenza traumatica ma molto dipende dalla soggettività di chi li vive quindi dalla livello specifico di resilienza di ciascuno. Se le reazioni al trauma possono variare da persona a persona, ciò che sembra non variare è l’impatto che il trauma ha su alcune parti del cervello.

Nello specifico sono tre le aree che subiscono maggiori cambiamenti in un cervello traumatizzato:

  1. la corteccia prefrontale, responsabile della capacità di prendere decisioni;
  2. la corteccia cingolata anteriore, parzialmente coinvolta nella regolazione delle emozioni;
  3. l’amigdala, piccola struttura del sistema limbico coinvolta nella gestione di emozioni come la paura.

Nel cervello traumatizzato dunque, sembrerebbe esserci un attenuata attivazione delle prime due aree e un iper attivazione dell’ultima. Tutto ciò si traduce in eccessive risposte di allarme, irritabilità, iper vigilanza, improvvisi scoppi di collera, difficoltà di addormentamento ma anche difficoltà di concentrazione, mancanza di lucidità di pensiero, e incapacità di gestione emotiva.

In psicoterapia esistono diversi metodi evidence-based per lavorare sul e con il trauma. Una delle più importanti è EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).