Usi lo smartphone ed ignori chiunque ti circondi? Si chiama “Phubbing”

La tendenza a controllare ripetutamente le notifiche sullo smartphone anche quando si è impegnati in altro è un comportamento molto diffuso tra giovani e meno giovani al punto che è stato coniato un termine apposito. Si parla di “phubbing” per indicare l’atteggiamento, assai poco cortese, di trascurare una persona con cui si è impegnati in una qualsiasi situazione sociale (dalla camera da letto al caffè al bar) per controllare compulsivamente il telefono.

Cosa provoca il Phubbing?

Una risposta la forniscono i ricercatori della University of Kent: dipendenza da internet, paura di perdersi qualcosa di importante e mancanza di autocontrollo. Ma non è tutto. Da uno studio comparso sulla rivista Computers in Human Behaviour, le persone in genere considerano questo comportamento nell’interlocutore come del tutto normale e rispondono loro con la stessa condotta. Secondo i ricercatori della Baylor University questo sembrerebbe essere dovuto proprio al sentirsi vittima di phubbing. In altre parole essere snobbati dall’interlocutore porta a incollarsi al proprio cellulare per trovare maggiore accettazione, sostegno e inclusione chattando con gli amici sui vari social. Ciò che si crea è un circolo vizioso che allontana le persone e deteriora le relazioni. In uno studio pubblicato sul Journal of the Association for Consumer Research gli esperti hanno descritto inoltre il legame esistente fra l’essere snobbati, avere un attaccamento per i media sociali, e livelli di depressione, ansia e stress.

Ciò che emerso, su un campione di 330 persone, è che il fenomeno del Phubbing sarebbe collegato a maggiori livelli di stress e depressione. Spiegano gli esperti “Anche se lo scopo dichiarato della tecnologia legata agli smartphone è quello di aiutarci a connetterci con gli altri, in questo particolare caso non lo fa”. La tecnologia può unire o dividere. Molto dipende dal tipo di utilizzo che riusciamo a farne.

Autore: Daniela Maggiacomo 

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